Zone protette e passaporto delle piante PZ
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Una zona protetta è un'area dell'UE indenne da un organismo nocivo da quarantena presente altrove nell'Unione. Alcune piante che vi entrano o vi si spostano, come un melo diretto in una zona protetta per il colpo di fuoco batterico, richiedono un passaporto delle piante con la sigla "PZ" e, sotto il titolo, il nome o il codice dell'organismo.
Cos'è una zona protetta?
- Una zona protetta è uno Stato membro, o una sua parte, in cui non è presente un organismo nocivo da quarantena che si trova altrove nell'UE. La Commissione può riconoscerla su richiesta di quello Stato membro, corredata delle mappe dei confini e di almeno tre anni di indagini che dimostrano l'assenza dell'organismo (Reg. (UE) 2016/2031, art. 32, par. 1 e 4).
- Nella zona non sono consentiti l'introduzione, lo spostamento, la detenzione, la moltiplicazione o il rilascio di quell'organismo nocivo (art. 32, par. 2).
- La Commissione può riconoscere anche zone protette temporanee, sulla base di almeno un anno di indagini. Durano al massimo tre anni e poi scadono automaticamente (art. 32, par. 6).
- L'elenco delle zone protette, dei relativi organismi nocivi e di un codice per ciascuno è l'allegato III del Reg. di esecuzione (UE) 2019/2072 (art. 32, par. 3). Ogni Stato membro pubblica inoltre i confini delle proprie zone protette, con le mappe, sul sito ufficiale della propria autorità fitosanitaria (art. 32, par. 7).
La panoramica della Commissione europea: Zone protette, sulle pagine fitosanitarie della Commissione, in inglese
Quando serve il passaporto PZ?
- Quando alcune piante, prodotti vegetali o altri oggetti vengono introdotti o spostati in determinate zone protette: in quel caso richiedono un passaporto delle piante (art. 80). Il Reg. di esecuzione (UE) 2019/2072 li elenca nell'allegato XIV, e quel passaporto reca la sigla "PZ" (art. 14).
- L'allegato X dello stesso Regolamento associa queste piante alle zone protette interessate e alle prescrizioni particolari da rispettare, ad esempio provenire da un'area riconosciuta indenne dall'organismo nocivo.
- Se il passaporto debba riportare "PZ" dipende quindi sia dalla pianta sia dalla destinazione: un melo destinato a una zona protetta per il colpo di fuoco batterico ne ha bisogno, mentre lo stesso melo destinato altrove no.
- Le piante fornite direttamente a un utilizzatore finale, come un giardiniere non professionista, di norma non richiedono il passaporto. L'eccezione non vale per le piante che richiedono il passaporto PZ (art. 81, par. 1, lettera b), né per le piante vendute a distanza, ad esempio online (art. 81, par. 1, lettera a).
Cosa cambia sull'etichetta PZ?
Tre aspetti, mentre la bandiera dell'UE e i quattro elementi restano come su qualsiasi altro passaporto delle piante (Reg. (UE) 2016/2031, allegato VII, parte B; Reg. di esecuzione (UE) 2017/2313, allegato, parte B):
- Il titolo in alto a destra è "Plant Passport – PZ", in inglese. Può comparire anche in un'altra lingua dell'UE, scritta prima e separata da una barra obliqua: "Passaporto delle piante – PZ / Plant Passport – PZ".
- Subito sotto il titolo compare il nome scientifico dell'organismo nocivo da quarantena rilevante per la zona protetta, oppure il codice che gli attribuisce l'allegato III, come ERWIAM per Erwinia amylovora. Se gli organismi sono più di uno, si indicano tutti.
- L'elemento D indica sempre il Paese di origine. Solo quando un passaporto PZ ne sostituisce uno precedente, D riporta anche il numero di registrazione di chi aveva rilasciato il passaporto iniziale (art. 93).
I codici dell'allegato III sono codici EPPO, che si possono consultare: ERWIAM nella EPPO Global Database
Cosa significano A, B, C e D, e le altre versioni dell'etichetta: Leggere l'etichetta, parte per parte
Quali zone protette contano per chi produce in Italia?
Tre voci dell'allegato III del Reg. di esecuzione (UE) 2019/2072, testo consolidato del 15 ottobre 2026, con ogni organismo nocivo indicato esattamente come lo scrive l'allegato:
- Erwinia amylovora (Burrill) Winslow et al. (ERWIAM): L'Italia ha proprie zone protette per questo batterio, responsabile del colpo di fuoco batterico: Abruzzo, Puglia, Basilicata, Calabria, Lazio, Molise, Sardegna e Umbria, e Campania, Lombardia, Marche, Sicilia, Toscana e Veneto, escluse le province e i comuni che l'allegato elenca. Sono zone protette anche Estonia, Lettonia e Finlandia, e Spagna e Lituania con alcune eccezioni. Piante e polline vivo per l'impollinazione di Amelanchier, Chaenomeles, Cotoneaster, Crataegus, Cydonia, Eriobotrya, Malus, Mespilus, Photinia davidiana, Pyracantha, Pyrus e Sorbus, esclusi frutti e sementi (allegato X, punto 9).
- Paysandisia archon (Burmeister) (PAYSAR): Irlanda, Malta e Regno Unito (Irlanda del Nord). Palme da impianto con un diametro del fusto alla base superiore a 5 cm, dei generi Brahea, Butia, Chamaerops, Jubaea, Livistona, Phoenix, Sabal, Syagrus, Trachycarpus, Trithrinax e Washingtonia (allegato X, punto 30).
- Viteus vitifoliae (Fitch) (VITEVI): Cipro. Piante di Vitis, esclusi frutti e sementi (allegato X, punto 10).
Il Regolamento viene modificato spesso e l'allegato III scende fino ai singoli comuni: prima di fare affidamento su un confine, controlla la versione in vigore e i confini pubblicati dal tuo servizio fitosanitario. Reg. di esecuzione (UE) 2019/2072, testo consolidato del 15 ottobre 2026, su EUR-Lex
Se rilasci passaporti PZ
FloraPass stampa i passaporti PZ: inserisci l'organismo nocivo della zona protetta con il nome scientifico o il codice EPPO, e compare sulla riga sotto "Plant Passport – PZ", in PDF o su stampanti termiche per etichette.
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