Passaporto delle piante o certificato fitosanitario? Quale ti serve
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Il passaporto delle piante è l'etichetta per spostare piante all'interno dell'UE. Il certificato fitosanitario è il documento per introdurle nell'UE o per spedirle in un Paese terzo che lo richiede. Il passaporto lo rilascia un produttore o commerciante autorizzato, il certificato un servizio fitosanitario pubblico. Questa guida li mette a confronto, poi spiega cosa succede alle piante importate e come funziona con il Regno Unito.
Spiega il Regolamento (UE) 2016/2031 in parole semplici e non è una consulenza legale: per una spedizione specifica, rivolgiti al Servizio fitosanitario della tua Regione. Regolamento (UE) 2016/2031, testo consolidato del 6 luglio 2026, su EUR-Lex
A cosa serve il passaporto delle piante?
- A spostare piante all'interno dell'UE. Il passaporto delle piante è un'etichetta ufficiale per lo spostamento di piante, prodotti vegetali e altri oggetti nel territorio dell'Unione e, se del caso, per la loro introduzione e il loro spostamento nelle zone protette (Reg. (UE) 2016/2031, art. 78).
- Serve per tutte le piante da impianto diverse dalle sementi e per le altre piante, prodotti vegetali e oggetti elencati nell'allegato XIII del Reg. di esecuzione (UE) 2019/2072 (art. 79, par. 1).
- Lo rilasciano gli operatori autorizzati, sotto la supervisione delle autorità competenti, e solo per le piante di cui sono responsabili (art. 84, par. 1). In pratica, il produttore o il commerciante autorizzato dal proprio Servizio fitosanitario. Anche l'autorità competente può rilasciarlo (art. 84, par. 2).
- Le piante fornite direttamente a un utilizzatore finale, come un giardiniere non professionista, non richiedono il passaporto, salvo quando sono vendute a distanza, ad esempio online, o richiedono il passaporto per una zona protetta (art. 81).
Quali piante lo richiedono, e quando non serve: Passaporto delle piante: quando serve e chi lo rilascia
Cosa riporta l'etichetta, parte per parte: Leggere l'etichetta, parte per parte
Piante destinate a una zona protetta: Zone protette e passaporto delle piante PZ
A cosa serve il certificato fitosanitario?
Alle piante che attraversano il confine esterno dell'UE, in entrata o in uscita. È un documento, non un'etichetta, e lo rilascia sempre un'autorità pubblica, mai l'azienda che spedisce le piante.
In entrata nell'UE:
- Il certificato è rilasciato dall'organizzazione nazionale per la protezione delle piante del Paese terzo da cui provengono le piante. Attesta che sono indenni da organismi nocivi da quarantena rilevanti per l'Unione e rispettano le altre prescrizioni dell'UE per l'importazione (art. 71, par. 1, e art. 76, par. 3).
- Deve essere redatto in almeno una lingua ufficiale dell'UE, indirizzato all'organizzazione nazionale per la protezione delle piante di uno Stato membro e rilasciato non più di 14 giorni prima che le piante abbiano lasciato quel Paese (art. 76, par. 2).
- Dai Paesi terzi diversi dalla Svizzera serve per quasi tutte le piante. La parte C dell'allegato XI del Reg. di esecuzione (UE) 2019/2072 elenca le piante che non lo richiedono da nessun Paese: ananas, noci di cocco, banane e datteri, freschi o secchi, e durian (art. 11, par. 2).
Quali piante lo richiedono, nell'allegato XI: Reg. di esecuzione (UE) 2019/2072, testo consolidato del 15 ottobre 2026, su EUR-Lex
In uscita dall'UE:
- Se le prescrizioni del Paese di destinazione lo richiedono, l'autorità competente rilascia un certificato fitosanitario per l'esportazione, su richiesta dell'operatore professionale (art. 100, par. 1).
- L'operatore deve essere iscritto al registro ufficiale degli operatori professionali e avere le piante sotto il proprio controllo, e le piante devono rispettare le prescrizioni del Paese di destinazione. L'autorità non può delegare il rilascio del certificato a nessun altro (art. 100, par. 1).
- In Italia i certificati per l'esportazione sono rilasciati dai Servizi fitosanitari regionali (D.Lgs. 19/2021, art. 6, c. 3, lett. n), e il registro è il RUOP.
- Il passaporto delle piante non lo sostituisce. Al massimo è uno degli elementi di prova: l'autorità può basarsi su un passaporto che attesta i risultati di ispezioni svolte dall'autorità stessa (art. 100, par. 2, lett. c).
- Le piante arrivate da un Paese terzo che lasciano l'UE senza modifiche ricevono invece, se possibile, un certificato fitosanitario per la riesportazione (art. 101). Quando le piante sono esportate da uno Stato membro diverso da quello in cui sono state coltivate, prodotte, immagazzinate o trasformate, quest'ultimo rilascia su richiesta dell'operatore un certificato di pre-esportazione, che è la base del certificato per l'esportazione (art. 102).
Chi deve iscriversi al RUOP, e come: Codice RUOP: cos'è, chi deve iscriversi e dove trovarlo
In cosa sono diversi?
In chi li rilascia e dove valgono: il passaporto è l'etichetta del produttore per il commercio dentro l'UE, il certificato è il documento di un'autorità per il commercio attraverso i suoi confini.
| Passaporto delle piante | Certificato fitosanitario | |
|---|---|---|
| Cos'è | Un'etichetta ufficiale (art. 78) | Un documento ufficiale che accompagna la spedizione (artt. 71 e 100) |
| Chi lo rilascia | L'operatore autorizzato: in pratica, il produttore o il commerciante (art. 84) | In entrata: l'organizzazione per la protezione delle piante del Paese di esportazione. In uscita: l'autorità competente (artt. 76 e 100) |
| Dove vale | Negli spostamenti nell'UE e, con il passaporto per zona protetta, verso e nelle zone protette (artt. 78 e 80) | Nell'introduzione nell'UE, o nell'esportazione verso un Paese che lo richiede (artt. 71 e 100) |
| Quando non serve | Nella fornitura diretta agli utilizzatori finali, salvo vendite a distanza e zone protette (art. 81) | Per i cinque frutti della parte C dell'allegato XI e verso i Paesi che non lo richiedono (art. 100) |
Le piante importate hanno bisogno del passaporto per proseguire?
- Sì, se sono piante che nell'UE richiedono il passaporto. Quando i controlli ufficiali sulla loro introduzione sono stati ultimati in modo soddisfacente e concludono che le piante rispettano le prescrizioni per il passaporto, il passaporto viene rilasciato e sostituisce il certificato fitosanitario (art. 94, par. 1).
- Se sono consentiti controlli nel luogo di destinazione, la sostituzione può avvenire lì anziché nel punto di ingresso (art. 94, par. 1). Uno Stato membro può anche sostituirlo nel punto di ingresso con una copia certificata, o con i suoi dati nel sistema elettronico dell'UE, che accompagnano le piante fino al luogo in cui è rilasciato il passaporto (art. 94, par. 2).
- Il passaporto lo rilascia l'operatore autorizzato responsabile delle piante, anche in un luogo diverso dai propri siti se l'autorità competente lo autorizza (art. 84, par. 3). L'elemento D indica allora il Paese terzo di origine (allegato VII).
- L'autorità competente conserva il certificato fitosanitario per almeno tre anni (art. 94, par. 3).
- In Italia i controlli sulle piante in arrivo da Paesi terzi spettano ai Servizi fitosanitari regionali (D.Lgs. 19/2021, art. 6, c. 3, lett. m).
E il Regno Unito?
Gran Bretagna e Irlanda del Nord seguono regole diverse. Ecco le regole come le ha pubblicate gov.uk il 14 ottobre 2026, e come le pubblica il dipartimento dell'agricoltura nordirlandese (DAERA): ricontrolla entrambe le fonti prima di spedire.
- La Gran Bretagna (Inghilterra, Scozia e Galles) non riconosce il passaporto delle piante UE come etichetta ufficiale, salvo sulle merci qualificate che arrivano dall'Irlanda del Nord.
- Le piante spedite dall'UE sono classificate per categoria di rischio. Le merci ad alto rischio, a rischio medio A e a rischio medio B richiedono un certificato fitosanitario dell'autorità fitosanitaria del Paese da cui partono: per un produttore in Italia, il Servizio fitosanitario regionale. Per le merci ad alto rischio e a rischio medio A, l'importatore in Gran Bretagna deve anche notificarle in anticipo su IPAFFS. Le merci a basso rischio non richiedono né l'uno né l'altra. Frutta e ortaggi a rischio medio sono per ora trattati come a basso rischio.
- All'interno della Gran Bretagna le piante viaggiano con il passaporto delle piante britannico: "UK Plant Passport" in alto, parti da A a E, nessuna bandiera UE. Fino al 31 gennaio 2028 un acquirente in Gran Bretagna autorizzato a rilasciarlo può consegnare al suo fornitore nell'UE i propri passaporti britannici da apporre prima della spedizione, per piante destinate alla vendita diretta agli utilizzatori finali che viaggiano con un certificato fitosanitario. I passaporti restano in stato di bozza finché le piante, all'arrivo, non superano l'esame dell'acquirente.
- In Irlanda del Nord si usa il passaporto delle piante UE per gli spostamenti interni e verso l'UE o la Gran Bretagna, quindi le piante dall'UE arrivano con il passaporto UE. L'Irlanda del Nord è zona protetta per alcuni organismi nocivi, e lì valgono le regole del passaporto per zona protetta.
- Le piante da impianto di Castanea, Fraxinus, Olea, Pinus, Platanus, Prunus, Quercus e Ulmus che arrivano in Irlanda del Nord direttamente dall'UE vanno notificate al DAERA prima dello sbarco o entro quattro giorni dallo sbarco.
Le pagine ufficiali, in inglese:
- Import plants and plant products from the EU to Great Britain (gov.uk)
- Issue plant passports to move regulated plant material in Great Britain (gov.uk)
- Import and export of plants (DAERA, Irlanda del Nord)
Emettere passaporti delle piante con FloraPass
FloraPass emette passaporti delle piante, l'etichetta per spostare piante all'interno dell'UE, e conserva i registri che li accompagnano. Non rilascia certificati fitosanitari e non li richiede per te: per un'esportazione, o una spedizione in Gran Bretagna, rivolgiti al Servizio fitosanitario della tua Regione.